Il caso della discarica di Manduria oggi in Commissione Ambiente regionale

In un articolo pubblicato ieri, abbiamo visto quanto sia osteggiata a Ugento la scelta di realizzare il sopralzo della locale discarica in zona “Burgesi”, delle ragioni alla base della protesta ma anche di quelle che hanno spinto la Regione a pubblicare un piano rifiuti che impone l’ampliamento di alcune discariche all’interno del territorio regionale, a causa sostanzialmente della soglia non ancora adeguata di raccolta differenziata.
Anche in provincia di Taranto tuttavia la questione è altrettanto controversa e vede una contrarietà non meno forte. Nei mesi scorsi era stata la comunità di Lizzano e dei Comuni limitrofi ad attivarsi contro la riapertura della discarica per rifiuti speciali “Lutum”, il cui iter è al momento fermo in attesa di una nuova Conferenza dei servizi.
Per quanto riguarda invece la comune raccolta di rifiuti indifferenziati, a essere coinvolta dal piano regionale in questione è la discarica di Manduria. Oggi a Bari, nel corso di una audizione della Commissione Ambiente della Regione, si è discusso nuovamente di questa specifica situazione. Sono intervenuti il sindaco di Manduria, Gregorio Pecoraro, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Taranto e la Direzione Scientifica di Arpa Puglia.
Il sindaco ha affermato come questo secondo sopralzo in previsione dopo quello avvenuto nel 2013, avvenga senza alcun intervento tecnico strutturale per garantire la tenuta statica.
Era presente all’audizione anche il consigliere regionale de “La Puglia domani” Antonio Paolo Scalera il quale ha così commentato lo svolgimento dei lavori tenutisi quest’oggi e ribadito il suo punto di vista:
“Non è più consentito autorizzare un altro sopralzo che porterebbe quel sito ad avere una capienza di ben 1.168.000 metri cubi di rifiuto solido urbano, ben il doppio di quella originaria. Ho rimarcato le criticità legate a quell’impianto tra cui quelle delle emissioni odorigene, ormai intollerabili per la comunità manduriana.
Nell’attesa di conoscere gli ulteriori elementi, che Arpa ha chiesto all’azienda lo scorso 15 marzo, elementi che potrebbe consentire di avere un quadro più chiaro, si è convenuto, d’accordo con il Presidente della Commissione e su invito del Sindaco di Manduria, di fare un sopralluogo presso la discarica con tutti i componenti della commissione ambiente per approfondire le criticità di carattere ambientale che, con una nuova autorizzazione, da parte del Governo Regionale, potrebbero compromettere ulteriormente la situazione.
Da 15 anni – ha concluso Scalera – la città messapica e tutti i comuni di quella parte orientale della provincia jonica subiscono scelte che hanno danneggiato quei territori con gravi ripercussioni sulla salute e sul suo sviluppo economico.”
Contestazioni non diverse da quelle che giungono da Ugento e da Corigliano d’Otranto, come si vede. Assai difficile è quindi capire come la matassa possa essere, consensualmente, sbrigliata da parte dell’ente regionale.