Brindisi, 50 le manifestazioni d’interesse per l’area industriale. Ed Enel cosa fara?

A pochi giorni dalla scadenza del bando organizzato dal Ministero per le Imprese ed il Made in Italy, rivolto alle imprese che avessero voluto presentare un progetto per l’utilizzazione della grande area industriale di Brindisi sud, quella finora egemonizzata dalla centrale Enel a carbone di Cerano (che chiuderà definitivamente il 31 dicembre di quest’anno) c’è un dato evidente: l’interesse per l’area è diffuso, e potrebbe rappresentare in prospettiva un’opportunità importante per l’asfittica questione occupazionale.
Sono giunte infatti oltre 50 manifestazioni d’interesse, realtà importanti del settore aerospaziale, della cantieristica navale, delle fonti rinnovabili, della logistica, della chimica, della metalmeccanica e dell’alimentare, un campionario assai variegato che dovrà essere vagliato e scremato dai tecnici del ministero competente per poi giungere alla fase successiva, quella dell’effettiva trattativa sull’insediamento.
Non si conosce in realtà che una minoranza delle aziende che hanno avanzato la propria candidatura, ma di significativo c’è che ogni dossier è stato correlato da un preventivo sui lavoratori di cui si prevede la necessità per le assunzioni fra diretto ed indotto, e questo è l’aspetto che più interessa la platea dei lavoratori storici dell’indotto di quest’area industriale, circa 300, i quali sono stati invitati dall’amministrazione comunale a presentare un loro curriculum con le relative specializzazioni, in modo da offrire alle imprese che saranno coinvolte per l’insediamento un prospetto sulle unità lavorative che avranno certamente la precedenza in merito alle assunzioni.
Ma certamente, occorrerà investire anche su percorsi di formazione per questa platea di lavoratori, come chiedono insistentemente i sindacati, ma è rilevante come il sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, abbia già attivato su questo un tavolo con le scuole superiori della città, con quelli che saranno cioè i lavoratori di domani, al fine di incentivarne la formazione in vista di concrete e nuove possibilità occupazionali in una città dalla quale si continua a fuggire per mancanza di lavoro.
Il sindaco della Città, negli incontri di questo giorni, ha tuttavia tenuto ad incalzare il convitato di pietra, Enel, la quale da parte sua continua a rimanere silente rispetto alle proprie intenzioni. Essa ha di fatto solo garantito la conservazione del posto di lavoro per i suoi lavoratori, ma non ha ufficializzato la presentazione di alcun piano industriale ulteriore per l’area che ha occupato. Né sono valsi finora gli appelli rivoltigli, tesi a richiamare una sorta di “responsabilità sociale” verso un territorio che ha certamente subito i colpi dell’inquinamento per la presenza di una delle più grandi centrale a carbone d’Europa.
Marchionna ha quindi sollecitato Enel per lo meno a far conoscere il suo piano per lo smantellamento di questo grande sito visto che, certamente, la sua Amministrazione, e neppure i brindisini, gradirebbero che esso possa diventare un’attrattiva degna di finire nelle guide di “archeologia industriale”.