“ACCIAIO SWING”: UNA MELODIA STONATA PER TARANTO

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell’associazione “Giustizia per Taranto”, comunque di attualità dopo l’avvenuta scelta del governo di avviare le trattative per la cessione del siderurgico tarantino a Baku Steel Company, compagnia siderurgica dell’Azerbaijan che si è impegnata a portare avanti il progetto di riconversione dell’impianto dal carbone all’elettrico per mezzo del gas di cui il Paese dispone in grandi quantità.
Venerdì sera, all’Ego Pizza Festival di Taranto, è andata in scena una performance dal nome che suona come una beffa: Acciaio Swing. Un nome che suona come una carezza alla narrazione tossica che cerca di normalizzare decenni di devastazione ambientale e sanitaria, quasi a voler trasformare in intrattenimento ciò che per Taranto è una condanna.
“Acciaio Swing” è il nome della formazione musicale che si è esibita con Angelo Mellone, giornalista tarantino e sostenitore dell’industria siderurgica, oggi Direttore Intrattenimento Day Time della RAI. Un dettaglio che non può passare inosservato.
Mentre si avvicina la vendita dell’ex Ilva agli azeri di Baku Steel, si tenta forse di rendere più accettabile la permanenza dell’acciaio con operazioni di marketing culturale?
Le parole pesano. In una città che ha pagato con la salute e con la vita dei suoi cittadini il prezzo della siderurgia, “Acciaio Swing” suona come uno schiaffo. Un insulto a chi ha perso un familiare, a chi combatte una malattia, a chi da anni chiede una vera riconversione.
Dopo anni di retorica, di propaganda e di documentari addomesticati, ora arrivano anche i messaggi subliminali all’interno di eventi che hanno il supporto delle Istituzioni e che richiamano la “leggerezza” dell’acciaio.
L’acciaio a Taranto non è leggerezza, non è musica, non è folklore. È un macigno sulle nostre vite. E la cultura non può essere usata per mascherare una tragedia.
Taranto merita rispetto, giustizia e un futuro senza inganni.