L’aria di Taranto è buona, parola di Acciaierie d’Italia

di Antonio Rubino
Taranto, la città dei due mari, tristemente nota anche per la sua battaglia contro l’inquinamento oggi, Acciaierie d’Italia ha deciso di rassicurarci con una dichiarazione che suona come una barzelletta mal raccontata: “A Taranto l’aria è buona”.
Abbiamo capito bene? Non è chiaro se intendano “buona” come il pane appena sfornato o “buona” come un vecchio vino andato a male.
Il paradosso dell’acciaio
L’azienda, ex Ilva, che per anni è stata il simbolo dell’inquinamento industriale in Italia, ora ci rassicura sulla qualità dell’aria.
Eppure, basta dare uno sguardo ai dati di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per rendersi conto che le parole non si allineano ai fatti.
L’incidenza di malattie respiratorie a Taranto è notevolmente superiore alla media nazionale, e non parliamo di un raffreddore stagionale.
I cittadini di Taranto convivono con problemi respiratori cronici, dovuti in gran parte alla costante esposizione a polveri sottili e altri agenti inquinanti emessi dagli stabilimenti industriali.
Il trucco dei numeri

Acciaierie d’Italia ha forse scoperto scoperto una nuova formula chimica: trasforma le polveri sottili in bolle di sapone e i fumi tossici in aria di montagna.
I dati ambientali pubblicati dall’azienda mostrano una riduzione delle emissioni, ma è come paragonare un incendio a un falò: le cifre sono ancora ben al di sopra dei limiti di sicurezza stabiliti dall’Unione Europea.
Chiunque sia passato a Taranto sa bene che a volte, i cieli non sono esattamente azzurri e cristallini come quelli delle Dolomiti.

Il teatro dell’assurdo
Nel frattempo, mentre Acciaierie d’Italia ci racconta favole, la popolazione continua a fare i conti con una realtà ben diversa.
L’ultimo rapporto dell’ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale) non lascia spazio a interpretazioni poetiche: la qualità dell’aria a Taranto è preoccupante.
Le particelle di PM10 e PM2.5 continuano a superare i livelli di guardia, e il benzo(a)pirene, un noto cancerogeno, è presente in quantità inquietanti.
I dati ARPA mostrano che i livelli di inquinanti cancerogeni sono spesso ben oltre i limiti di legge, mettendo seriamente a rischio la salute della popolazione locale.
In arrivo finanziamenti ma…
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato al question time alla Camera dei Deputati che il governo italiano stanzierà ben 1,7 miliardi di euro per la riconversione dell’Ilva. Sperando Iddio che servano a ridare vita ad una città sofferente
Una narrazione distorta
Le dichiarazioni delle Acciaierie sembrano un maldestro tentativo di riscrivere la realtà.
Come se bastasse un comunicato stampa per cancellare anni di denunce, proteste e battaglie legali.
La città ha visto nascere e morire speranze di risanamento ambientale, mentre le istituzioni sembrano giocare a ping pong con le responsabilità.
Le continue rassicurazioni suonano vuote a chi, ogni giorno, deve fare i conti con l’aria irrespirabile e i problemi di salute che ne derivano.
La storia recente di Taranto è costellata di promesse non mantenute e interventi tardivi, che hanno solo aggravato la situazione.
La verità sotto il tappeto
Forse il vero problema è che l’aria di Taranto non è buona, ma la coscienza delle Acciaierie d’Italia è davvero pessima.
Continuare a negare l’evidenza non farà altro che esacerbare la frustrazione dei cittadini che, ormai stanchi di promesse vane, chiedono azioni concrete e immediate.
La negazione della realtà non solo è un insulto all’intelligenza dei cittadini, ma anche una pericolosa omissione che ritarda gli interventi necessari per migliorare effettivamente la qualità dell’aria.
Ogni giorno che passa senza un’azione concreta è un giorno in più di sofferenza per gli abitanti di Taranto.
Parole, parole Parole
Parafrasando il testo di un acanzone di Mina, In un mondo ideale, le parole delle Acciaierie d’Italia risuonerebbero come una sinfonia di rinascita.
In quello reale, suonano come un vecchio disco rotto.
L’aria a Taranto continuerà ad essere un problema finché non si smetterà di nascondere la polvere sotto il tappeto.
E noi, nel frattempo, continueremo a respirare, e purtroppo, a tossire.
La situazione richiede un intervento immediato e deciso, non le solite promesse di facciata. Taranto merita di meglio. Non parole, ma fatti.