Xylella avanza nel Barese: nuovi Comuni infetti

Xylella avanza nel Barese: cinque comuni sono stati ufficialmente inseriti nell’elenco delle aree infette dalla Xylella fastidiosa. La notizia arriva direttamente dalla Commissione Europea, che ha aggiornato la lista includendo Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Polignano a Mare e Putignano.
L’espansione della Xylella
La Xylella fastidiosa, batterio responsabile della devastazione di interi uliveti in Puglia, continua a espandersi. Dopo aver colpito duramente il Salento, la Xylella ha ora raggiunto il Barese, provocando allarme tra agricoltori e istituzioni locali.
I Comuni colpiti
- Alberobello: famoso per i suoi trulli, ora deve affrontare anche l’incubo della Xylella.
- Castellana Grotte: conosciuta per le sue grotte spettacolari, è ora una zona a rischio.
- Monopoli: città costiera, inserita nella lista delle aree infette.
- Polignano a Mare: celebre per le sue scogliere, deve ora difendere i suoi ulivi.
- Putignano: famosa per il carnevale, entra nell’elenco nero della Xylella.
Questi comuni si aggiungono a Locorotondo, già inserito nell’allegato 3 del regolamento europeo del 2020. La Xylella continua a rappresentare una grave minaccia per l’olivicoltura pugliese, con l’intera provincia di Lecce, il Brindisino e alcuni comuni del Tarantino già colpiti.
Le conseguenze per l’agricoltura
L’inclusione di questi comuni nell’elenco delle aree infette implica severe misure di contenimento e la possibile rimozione di ulivi infetti per evitare ulteriori contagi. Gli agricoltori locali sono preoccupati per il futuro delle loro coltivazioni e chiedono interventi rapidi e efficaci.
Misure di contenimento
La Regione Puglia, insieme alle istituzioni nazionali e europee, sta studiando nuove strategie per contenere l’avanzata della Xylella. Tra le misure proposte, ci sono la maggiore sorveglianza, il controllo rigoroso delle piante e la promozione di varietà resistenti al batterio.
Un futuro incerto
Il futuro dell’olivicoltura pugliese è appeso a un filo. La Xylella continua a minacciare non solo l’economia locale, ma anche il paesaggio culturale e naturale della regione. La speranza è che con la collaborazione tra agricoltori, scienziati e istituzioni si possa trovare una soluzione efficace per fermare questa piaga.