Condannato a 5 anni il carceriere dell’orrore: violenti episodi di stalking e estorsione

Un 35enne di Nardò è stato condannato a cinque anni di reclusione per una serie di gravi accuse, tra cui estorsione, maltrattamenti, lesioni, stalking e danneggiamenti. Le accuse risalgono a ottobre 2023, quando l’uomo è stato arrestato e successivamente processato con il rito abbreviato. La giudice del tribunale di Lecce, Silvia Saracino, ha emesso la sentenza, nonostante la richiesta della sostituta procuratrice Maria Grazia Anastasia di una pena più severa, di cinque anni e quattro mesi.Il tribunale ha concesso la sostituzione della detenzione in carcere con l’obbligo di arresti domiciliari, su richiesta dell’avvocato difensore Andrea Bianco. La decisione del tribunale prevede anche il risarcimento del danno alla vittima e ai suoi genitori, che si sono costituiti parte civile nel processo, rappresentati dall’avvocata Immacolata Letizia di Mattina.
Le accuse contro l’uomo sono gravissime e comprendono una serie di episodi violenti e intimidatori. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, avrebbe costretto la sua ex compagna a consegnargli denaro per l’acquisto di droga, minacciandola di violenza fisica e morte in caso di rifiuto. Le intimidazioni non si sarebbero limitate alla vittima, ma avrebbero coinvolto anche i suoi genitori.
Tra gli episodi riportati, si racconta di violenze fisiche, minacce di morte, e tentativi di estorsione. In uno di questi episodi, l’uomo avrebbe costretto la donna a gettarsi in un cespuglio di rovi come prova d’amore, e avrebbe minacciato di sfigurarla con l’acido se avesse cercato di denunciarlo. Anche dopo la fine della relazione, le minacce e le intimidazioni sarebbero proseguite attraverso messaggi quotidiani.
L’ultimo episodio riportato risale alla notte del 14 ottobre 2023, quando l’uomo si è introdotto nella residenza della ex e dei suoi genitori, minacciando di dare fuoco all’abitazione e danneggiando un’auto della famiglia. L’intervento dei carabinieri ha impedito che l’uomo riuscisse a portare a termine i suoi intenti.
La condanna dell’uomo è stata possibile grazie al decreto di giudizio immediato, che ha consentito di processarlo con il rito abbreviato e di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. La decisione del tribunale ha sottolineato la gravità dei reati commessi e ha stabilito il risarcimento del danno alla vittima e alla sua famiglia.