Perrini a Emiliano sul San Cataldo: “ALTRO CHE INAUGURAZIONE A LUGLIO 2023”

“Il presidente Emiliano lo sa che per il nuovo ospedale San Cataldo, che lui intende inaugurare il prossimo luglio, è in corso una corrispondenza di pochi ‘amorosi sensi’ fra il Dipartimento Promozione della Salute e la ASL Taranto?”
Sono le parole del vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini, al presidente Emiliano.

Non è una domanda provocatoria, né ha un intento polemico- continua il vicepresidente della Commissione Sanità – sul piano politico, ma la realtà e che mi preoccupa molto – continua perché significa che ci sarà l’ennesimo rinvio, anzi il vero rischio è che una volta che la struttura (per intenderci l’immobile) viene consegnata il cantiere si chiude e chi si è visto si è visto!
Di fronte a quella che io definisco tragedia – perché ogni giorno di ritardo nell’apertura del nuovo nosocomio è una tragedia per gli ammalati tarantini – Emiliano non può non intervenire in quella che appare un rimpallo di carte e responsabilità fra il Dipartimento e la ASL di Taranto, con il primo che, il 6 aprile, scrive per chiedere ulteriore documentazione da inviare a Roma al Ministero della Salute per poter finalmente sottoscrivere l’accordo di programma, e la seconda che risponde, il 13 aprile, sostenendo di aver inviato tutto. Francamente sono poco interessato a chi ha ragione e a chi ha torto.
Sta di fatto che siamo ancora nella fase di invio di altra documentazione al Ministero e quindi siamo ancora in attesa della firma fra Regione e Governo per lo sblocco degli altri 105 milioni di euro per ‘riempire’ l’ospedale di diagnostica e arredi.
Oggi siamo solo a una gigantesca scatola vuota e incompleta e questa situazione potrebbe durare per altri innumerevoli mesi – conclude il Consigliere regionale Renato Perrini – per questo invito il presidente Emiliano a prendere a cuore questa vicenda e attivarsi fra Asl, Dipartimento, maestranze perché non si perda altro tempo. Il consiglio, non richiesto, è di fare al più presto un sopralluogo, come quello che ieri è andato a fare all’ospedale di Monopoli-Fasano, per rendersi conto dello stato reale dei fatti.