Chi non lavora non fa l’amore

Chi non lavora non fa l’amore. Nelle piazze i lavoratori che contestano la manovra del Governo e nello stesso tempo chi non lavora e vuol mantenere il Reddito di cittadinanza.
E’ l’eterna contraddizione del popolo italiano
Chi non lavora non fa l’amore. La canzone di Adriano Celentano e Claudia Mori è quella che mi viene in mente negli ultimi tempi.
Gli Italiani saranno diventati impotenti o perlomeno una buana parte di essi, visto che sono quattro milioni i percettori del reddito di cittadinanza, anche se per loro ci sarebbe più tempo da dedicare al sesso se non si lavora.
Al di là della battuta, c’è un ritorno al passato, visto che era da tempo che i sindacati non proclamavano uno sciopero generale.
La guida del Paese affidata al centrodestra mancava da anni e, nel Governo Draghi c’era anche il PD e quindi era inopportuno scioperare.
La CGIL ha proclamato per questa mattina uno sciopero generale di 8 ore in Puglia, ma che continuerà in altre parti d’Italia nei prossimi giorni.
Questa volta lo sciopero si farà a scaglioni per permettere ai dirigenti nazionali di parteciparvi.
Era da tempo che il segretario dell’organizzazione sindacale che conterebbe il maggior numero di iscritti non proclamava uno sciopero generale.
Sul proprio sito la CIGL continua a pubblicare che sarebbero cinque milioni i suoi iscritti, ma i bene informati tengono a precisare che sono tanti coloro che hanno strappato la tessera ormai da anni e che il dato è assolutamente diverso. Lo sciopero è contro la manovra di governo.
In Italia ci hanno insegnato a scioperare già da piccoli. Ricordo gli scioperi alle scuole medie, poi al liceo, all’università. Ogni motivo era buono. Si scioperava quando i termosifoni non funzionavano, ma un motivo si trovava sempre per farlo.
Un proverbio indiano recita: “Quando torni nella tua tenda, prendi un bastone e picchia tua moglie, tu non conosci il perché, ma lei si”. Praticamente la donna picchiata farà mente locale ed una colpa per la quale è stata picchiata la riconoscerà.
I postumi della crisi economica e finanziaria, delle politiche di austerità hanno colpito duramente i modelli sociali ed economici e non solo in Italia.
La pandemia mondiale e la guerra in Europa hanno aggravato la situazione creando una crisi economica spaventosa.
Mancano le risorse. Ciascun governo europeo per coninuare a dare i servizi deve fare debito pubblico.
Il Governo della Meloni con un bilancio con poche risorse a disposizione, deve fare di necessità virtù, eppure ciascuno dei contendenti ha una propria proposta che va oltre la coperta corta.
Se non protestare cosa potrebbero fare i sindacati? Questa volta contro la manovra che non accontenta i lavoratori, gli studenti e, dall’altra parte on accontenta nemmeno quei cinque milioni di percettori di un sussidio rappresentati “dall’ avvocato del Popolo” molti dei quali preriscono il sussidio al lavoro. A quanto questa manovra deve fareproprio fare schifo visto che non accontenta nessuno. La colpa è sempre del Governo, soprattutto se non è di sinistra o … populista.
Ma quando non si può dare la colpa a chi ci governa, c’è sempre l’alternativa della “bestemmia” e … se domani ci va di protestare, un motivo per farlo ci sarà sempre.